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Guglielmo Murari: l’imprenditore che portò le carte da gioco a Bari – WikiPuglia

Guglielmo Murari: l’imprenditore che portò le carte da gioco a Bari

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È stato con imprevista e lieta sorpresa scoprire, mentre si percorreva viale Columbo, in piena “Zona Industriale”, un’arteria dedicata a Guglielmo Murari. La dislocazione in un quartiere poco frequentato per il passeggio o per lo shopping ha comunque una sua motivazione: il Murari è stato un imprenditore, un industriale, che ha scelto la nostra città per sviluppare le sue attività.

Via Guglielmo Murari

Dedicare a Murari una strada più centrale avrebbe forse costituito motivo di ricordare più da vicino e intensamente la sua singolare figura e, soprattutto, quella che è stata la sua vocazione imprenditoriale, appassionato fedele e divulgatore.

Bisogna rammentare che gli storici locali hanno ampiamente rievocato la sua personalità, e a loro rimandiamo per quanti vogliano approfondire la sua conoscenza. Qui invece cercheremo di evidenziare alcuni elementi storici e di cultura materiale poco noti.

Il “forestiero” Guglielmo Murari

Guglielmo Murari fa parte di quella nutrita schiera di “forestieri” che venivano in Puglia per impiantare le loro imprese, per sviluppare i propri affari; Bari come centro attrattivo delle industrie e dei commerci. Qui ricorderemo solamente il francese Pietro Ravanas pioniere della coltivazione dell’Olio: il nostro oro verde! Felice Garibaldi (fratello di Giuseppe!), import/export oleario tra Bari e Nizza, il napoletano Giuseppe Sorace, finissimo litografo, Enrico Bambocci fotografo parmense: personaggi che furono anche innovatori di tecniche, di tecnologie e capaci di imporre sul mercato i propri prodotti.

Le carte da gioco di Murari

E tra questi è da ricordare il Murari che da Treviso, città dove la produzione di carte da gioco era consolidata (si pensi alla azienda Modiano tuttora operante), venne nella nostra città per installare uno stabilimento.

Carta da gioco proveniente dallo stabilimento del Murari

Si eviti una punta di sarcastica ironia a proposito della fattispecie industriale prodotta dal Murari. Siano carte da gioco o siano armi da fuoco sempre di imprenditoria si tratta e, dopotutto, meglio fabbricare carte da gioco piuttosto che cannoni.

Guglielmo Murari ha avuto, e corre l’obbligo di affermarlo con vigore, una notevole letteratura, anzi addirittura anche eventi e mostre a lui dedicate, tra cui quella recentissima del 2023 presso l’Archivio di Stato.

Essendo la nostra vocazione quella di svelare ai lettori fatti e situazioni poco note o addirittura sconosciute, avremmo dovuto, nel caso della “notorietà” mediatica del Murari, evitare di parlarne, ma abbiamo invece voluto insistere proprio per rendere un novello omaggio al personaggio e alla singolarità della sua attività imprenditoriale.

La mostra della Biblioteca Nazionale

In occasione della mostra, organizzata dalla Biblioteca Nazionale nel 2013, sulle origini delle arti grafiche e tipografiche a Bari, fu dedicata a Guglielmo Murari una apposita sezione e nell’esposizione furono mostrate al pubblico le matrici di legno delle carte. Volendo significare che l’arte della stampa non deve essere riferita solamente alla produzione del “libro” propriamente detto, ma può e deve essere allargata e intesa a tutto quello che viene fuori dai torchi, dopo che sono state combinate e assemblate le varie materie prime: la carta, gli inchiostri, i piombi (i caratteri di stampa), e quindi anche i giornali, anche i manifesti, anche le “carte da gioco”!

Le matrici usate…
… per le carte da gioco

La tecnologia

La tecnologia era quella della cromolitografia e fotolitografia. E Guglielmo Murari è stato una sorta di monopolista dell’attività tecnica e della successiva diffusione sul mercato. Pare che le sue carte fossero distribuite e vendute non solo nella nostra città, ma in tutta Italia e anche all’estero.

Copertina del libro “Tipografia” sulle arti grafiche

Si suppone che avesse il suo stabilimento in Bari in quelle che oggi sono via Fanelli e via Celso Ulpiani, e che addirittura nei magazzini dell’istituto scolastico Panetti siano ancora conservati alcuni macchinari utilizzati per la produzione.

Le matrici presso il Museo Storico di Bari

Sono invece notoriamente conservati presso il Museo Storico di Bari (a proposito ma gli manca una dedicazione!!!) le matrici in legno, gli stampi della serie delle figure che, appositamente inchiostrate, erano poi impresse con il torchio sul foglio di carta successivamente tagliato per ricavarne le singole carte da gioco.

Chiunque può recarsi al museo e ammirare questi antichi strumenti della cultura materiale.

I lavori di Melchiorre e De Giorgio

Abbiamo consultato il noto storico Vito Antonio Melchiorre che ha dedicato due gustosi contributi sul gioco delle carte negli antichi tempi nella città di Bari, ma è opportuno ricordare il definitivo contributo dell’amico medico brindisino Nicola De Giorgio.

Il De Giorgio, collezionista e appassionato “cultore della materia”, sviluppa una ampia biografia di Guglielmo Murari, che si estende poi a interessantissime notazioni sulle diverse tipologie delle carte da gioco – Milanesi, Genovesi, Trevisane, Napoletane (quelle che noi baresi conosciamo meglio); e anche su una quantità di giochi, da quelli noti come Briscola, Poker, Scopa o Tressette, ad altri invece forse sconosciuti, come Karnhoffel, Terziglio; giochi le cui carte erano nel catalogo e nella produzione del Murari.

Il Libro di De Giorgio

Bibliografia:

  • Carmelo Calò Carducci, Vito Antonio Melchiorre, Le carte baresi. Bari, M. Adda, 1996
  • Nicola Antonio De Giorgio, La Manifattura delle Carte da Gioco di Guglielmo Murari. Veglie, Amici della Fotografia, 2005
  • Nicola Antonio De Giorgio, Le carte da gioco nel Regno di Napoli (1734-1860). [S. l.], The International Playing-Card Society, 2009
  • Angela Accarrino e Francesco Quarto, Tipografia. Origini delle arti grafiche in Puglia, Modugno, Di Marsico libri, 2012.

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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.


Pubblicato su www.bari-e.it – Francesco Quarto

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