La Madonna del Lume: un’edicola simbolo di Bari Vecchia

  • 0
  • 15 views

Passeggiando per i centri storici di paesi e città è facile incrociare un’edicola votiva e in alcune campagne anche un altarino, questi oggetti hanno una lunga tradizione alle spalle che risale addirittura all’antica Roma. Per quanto riguarda Bari forse la più suggestiva e sicuramente vistosa è l’edicola del XVIII secolo posta in via Palazzo di Città: la Madonna del Lume.

Le edicole nell’antica Roma

Come dicevamo queste edicole o piccoli tempietti erano dedicate nell’antica Roma ai Lares Compitales divinità protettrici di strade e viandanti e poste vicino ad un crocicchio. In questi incroci era eretto un compitum, cioè un piccolo altarino. Queste divinità e i loro altarini avrebbero dovuto proteggere il viandante da eventuali incontri spiacevoli. Addirittura Servio Tullio sesto re di Roma, istituì nell’urbe una festa dei Compitalia (dal 3-5 gennaio) che rendeva omaggio alle edicole votive e ai Lares Compitales per cui erano state erette.

La festa con i secoli è sparita, le religioni sono cambiate così come le credenze ma la tradizione di creare edicole no. Torniamo a parlare delle tantissime edicole votive di Bari Vecchia che altro non sono che opere d’arte a cielo aperto. Ci siamo già soffermati a parlare di quelle poste sotto l’arco Crocifisso e strada Vallisa o quella di strada san Sabino ma la più sorprende è la Madonna del Lume in via Palazzo di Città nel cuore di Bari Vecchia.

La Madonna del Lume (ph Tiziana Torello)

L’origine della devozione alla Madonna del Lume

La devozione alla Madonna del Lume ha origini palermitane. La tradizione riporta che nel 1722 padre Giovanni Antonio Genovesi, sacerdote della Compagnia di Gesù, volendo venerare la Madonna pensò bene di chiedere direttamente a lei come dipingerla, ma non sentendosi all’altezza di tale onore, pregò la Vergine di apparire a una pia donna che poi avrebbe riferito esattamente come dipingere l’immagine. Così avvenne, la veggente dopo essere caduta in uno stato d’estasi, riferì a Genovesi i desideri della santa Maria.

Cornice e tela

Il tabernacolo è composto da una interessante cornice settecentesca e un dipinto. In cima alla cornice, al suo centro c’è un cartiglio e sui lati due paraste finenti in trabeazioni con semiarchi. 

Cornice e dipinto

La tela è del XVIII secolo ed è stata dipinta da Nicola De Filippis (1697-1740) sacerdote di Triggiano, è stata inizialmente posta nella chiesa del Gesù, ma dopo la soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773 a causa della bolla papale di Clemente XIV e il riutilizzo dei locali del tempio come alloggio dei militari, l’edicola è stata successivamente posta sulla facciata di Palazzo d’Amelj.

L’edicola è posta in via Palazzo di Città

L’immagine della Madonna di grande forza evocativa, sembra quasi che emerga dalle ombre per salire verso la luce. Nella parte inferiore della tela, oltre alla scritta “La Madre Santissima del Lume”, notiamo che i colori sono più scuri come ad indicare la presenza delle tenebre e difatti sulla sinistra emerge nella scena un demone dalle fauci spalancate. Come “controaltare” a questa figura negativa, sulla destra è dipinto un angelo nell’atto di porgere un cesto pieno di cuori fiammeggianti alla Vergine.

È interessante osservare come la Madonna, vestita di tunica bianca e manto celeste posto anche sul capo, con il braccio sinistro regga Gesù bambino e con la mano destra addirittura sollevi saldamente un giovane, il cui volto non è ben definito a causa dell’azione del tempo sulla tela, nell’ovvio tentativo di sottrarlo alle fiamme della dannazione eterna.

Nella parte superiore della tela sono rappresentati alcuni angeli, fra questi due posti all’apice del dipinto sembrano voler poggiare sul capo della donna una corona.

La tela della Madonna (ph Edizioni B.A.)

Restauri

L’edicola è protetta da un vetro e una targa di metallo riporta la data del restauro del 1999.

Targa del restauro

In realtà, il dipinto è stato restaurato nel 1988 a spese del Comune, mentre quello della cornice, e il ripristino del muro sono stati eseguiti nel 1999 su progetto dell’architetto Giovanni Manco a spese dell’Assindustria e del Lions Club “Bari Triggiano Marina” e approvato dal Ministero di Beni Artistici, Architettonici e Storici della Puglia.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/10/1999

Un altro capolavoro sempre a disposizione del passante che non può fare a meno di fermarsi e ammirare l’imponente tabernacolo.


Bibliografia:

  • Nicola Cortone e Nino Lavermicocca, Santi di strada, itinerario 3; Edizioni B.A. Graphis, Bari 2002
  • La Gazzetta del Mezzogiorno, 15 ottobre 1999

Link Wikipedia Santa Maria del Lume:

https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Maria_del_Lume

@ 2024 Tutti i diritti riservati


Da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche on-line. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.


Pubblicato su www.bari-e.it – Nicola Antonio Imperiale

Leggi qui tutto l’articolo

Teatro Bravò: Uecchinera e le tradizioni baresi sul matrimonio
Precedente Teatro Bravò: Uecchinera e le tradizioni baresi sul matrimonio
Demodè club: Milonga con l’esibizione di ballerini internazionali
Successivo Demodè club: Milonga con l’esibizione di ballerini internazionali

Leave a Comment:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.