Il calendario bizantino: un sistema di datazione che viene dal passato

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Uno dei problemi in cui incorrono spesso i cultori della storia è la certezza della data. Si potrebbe pensare che tale anomalia sia dovuta semplicemente a un errore di trascrizione o a un deterioramento dei documenti consultati, ma la verità è che ci sono diversi calendari da tener presente quando si consultano antiche carte. Oggi ci soffermiamo a parlare di uno di questi e delle sue caratteristiche che lo differenziano dagli altri: il calendario bizantino.

Come sappiamo dalla storia dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la Puglia entrò a far parte dei territori di Costantinopoli, dopo una lunga campagna di conquista da parte degli imperatori di Oriente, iniziata con Giustiniano I (527-565), che cercavano di riprendere il controllo dei territori occidentali sottratti dai conquistatori barbari. 

I bizantini in Puglia

Non staremo qui, a descrivere e spiegare i vari avvicendamenti storici di Goti, Longobardi, Saraceni e Normanni basti sapere che la presenza dei bizantini in Italia, e in particolare in Puglia, ha lasciato molte tracce, noi ad esempio abbiamo visitato la piccola basilica nella città di Otranto, la cattedrale di Lama d’Antico a Fasano e la chiesa di San Martino a Bari vecchia che in futuro diventerà un polo museale grazie all’impegno e alla dedizione dell’APS Martinus che guida il progetto.

Quello però che ci interessa sottolineare è che i Romei (così erano chiamati dagli occidentali gli abitanti dell’Impero romano d’Oriente), non solo portarono in Puglia la lingua greca, ma affiancarono il loro calendario in uso dal 312 d.C. nel regno di Costantino I a quello giuliano, in uso sin dal 46 a.C. in tutti i territori dell’Impero romano.

Il calendario giuliano e il calendario gregoriano

Ma in poche parole in cosa si differenziano i vari calendari?

Se parliamo di quelli più conosciuti in Occidente cioè giuliano e gregoriano (in uso dal 1582), ci sono circa 13 giorni accumulatosi prima della sua entrata in vigore del secondo, che derivano dalla differenza fra l’anno solare e quello astronomico. Semplificando: basta spostare la data in avanti e il gioco è fatto.

Il calendario bizantino

Con il calendario bizantino le cose si fanno un po’ più complicate ma ci limiteremo alle cose essenziali.

L’anno 1 bizantino corrisponde al 5509 a.C. cioè l’Anno Mundi, l’anno della creazione del mondo secondo il Septuaginta (l’Antico Testamento edito in lingua greca). Questa data è difficile trovarla nei nostri documenti forse a causa delle varie contaminazioni e più importante sapere che il capodanno bizantino non è il 1° gennaio ma il 1° settembre, di conseguenza l’anno non finisce il 31 dicembre ma il 31 agosto.

Confusi? Forse sì, ma la cosa è semplice. Facciamoci aiutare sempre dallo storico Nino Lavermicocca e dal suo libro Bari bizantina:

Nel 1002-1003 (secondo il calendario bizantino), Bari fu sottoposta ad un duro e prolungato attacco da parte di truppe saracene provenienti da Pietrapertosa, in Basilicata, e guidate da Luca, un cristiano rinnegato (kafir); l’assedio si protrasse da maggio fino a settembre (od ottobre). […]

Ora, la storia ci insegna che i saraceni assediano Bari nel 1002 a maggio e vengono respinti ad ottobre grazie all’intervento della flotta veneziana, ma il 1° settembre scatta il 1003 dell’anno bizantino, di conseguenza l’assedio è a cavallo di due anni: 1002-1003.

Chiaramente, questo è solo un esempio ma leggendo i libri di storia, potrebbe capitarvi non di rado di trovare la dicitura: “secondo il calendario bizantino”.

L’uso del calendario bizantino in Russia

Pensate che mentre in Occidente già nel VI secolo il calendario bizantino era in disuso, in Oriente e soprattutto nei territori russi rimase in vigore fino al 1699 quando l’imperatore Pietro I il Grande decise di abbracciare il calendario giuliano, solo nel 1918 venne adottato il calendario gregoriano.  

Insomma, se ci fosse ancora il calendario bizantino invece del 2024 dovremmo essere nell’anno 7533 fino al 31 agosto poi entreremmo addirittura nel 7534.


Copertina: Mosaico di Giustiniano I e il suo seguito; Basilica di San Vitale a Ravenna

Bibliografia:

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Da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche on-line. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.





Pubblicato su www.bari-e.it – Nicola Antonio Imperiale

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