“I capi istituzionali si diano una mossa”

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Interviste di Gianluca Greco – montaggio di Salvatore Barbarossa

12 gennaio 2024 14:37





Il notaio Michele Errico ripropone il “metodo rigassificatore” per contrastare la realizzazione di un deposito di Gnl a Costa Morena Est. L’ex presidente della Provincia di Brindisi, da sempre sensibile alle questioni ambientali, ha preso parte alla conferenza stampa convocata stamattina dal “Comitato libero cittadini”, rappresentato dal sindacalista Roberto Aprile. L’incontro con i giornalisti si è svolto davanti al varco doganale di Costa Morena, a poche decine di metri dal piazzale in cui sono iniziate le attività preliminari e propedeutiche alla realizzazione del serbatoio costiero, da parte di Edison. Hanno aderito all’invito anche i consiglieri comunali di opposizione.

“Annunci strumentali e provocatori”: riparte la protesta contro il deposito di Gnl

Il comitato esorta la cittadinanza a partecipare alla manifestazione organizzata per sabato 20 gennaio, sempre nell’area antistante al varco doganale di Costa Morena, per le ore 11. Roberto Aprile denuncia “l’arroganza con cui in questa città si impongono le cose”. “Di fronte alle obiezioni del consiglio comunale – afferma il sindacalista – si è solo imposto l’inizio dei lavori. La città non può più queste sopportare queste situazioni”.

Conferenza stampa deposito Edison

Il consigliere comunale, nonché sindaco uscente, Riccardo Rossi attacca l’Autorità di sistema portuale: “I lavori iniziano – sostiene Rossi – senza che molti nodi sono stati sciolti. L’Autorità portuale insiste a proseguire quando c’è una nota del consiglio comunale che ribadisce che le risposte ricevute dal ministero sono insufficienti”. Il riferimento e alla lettera con cui la conferenza dei capigruppo ha replicato alla bocciatura di riesame dell’iter autorizzativo che era stata formulata lo scorso 27 ottobre, tramite una delibera approvata all’unanimità dal consiglio comunale.

Rossi inoltre sostiene che “l’intesa Stato – Regione, con la prescrizione del collegamento del deposito a rete nazionale, configura come rigassificatore questo impianto”. Quindi il progetto “deve essere sottoposto a alle procedute previste per i rigassificatori – ribadisce Rossi – come avvenuto a Oristano”. L’esponente di Bbc fa riferimento anche a una recente nota con cui il Consorzio Asi “ha ribadito che il binario ferroviario deve essere a 30 metri di distanza”. Infine un attacco al presidente di Confindustria Brindisi, Gabriele Menotti Lippolis, per delle dichiarazioni rilasciate stamattina alla Gazzetta del Mezzogiorno, proprio riguardo alla nota del Consorzio Asi.

Striscione deposito Edison-2

E poi c’è la presa di posizione del notaio Michele Errico, grande protagonista della battaglia (vinta) contro la realizzazione del rigassificatore che oltre un decennio fa è condotta in sinergia con il sindaco Domenico Mennitti e il presidente della Regione, Niki Vendola. Non a caso Errico propone la stessa strategia già adottata con successo contro il progetto della British gas.

A Brindisi – afferma Errico – non si tiene conto della volontà dei cittadini espressa anche dal consiglio comunale nella sua unità. I capi istituzionali devono darsi una mossa. Gli strumenti di carattere giuridico normativo ci sono”. Errico fa riferimento alla Commissione europea. “Dopo Tar e Consiglio di Stato – afferma il notaio – la Commissione Europea entro due mesi ci rispose della illegalità del procedimento per il rigassificatore e mise sotto accusa lo stato italiano”.

Pubblicato su www.brindisireport.it –

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