Dal ‘Borgo Infernum’ di Dante ai falò di Sant’Antonio a Giovinazzo

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Il centro storico di Giovinazzo si appresta a rivivere “Borgo Infernum”, la rappresentazione scenica dell’Inferno di Dante. Il 19 e 20 gennaio prossimi saranno, quindi, i due giorni dedicati alla manifestazione ‘dantesca‘: suggestive interpretazioni dei personaggi della Divina Commedia tra cui Caronte, Minotauro, Paolo e Francesca, Ulisse, Minosse e Lucifero, e la narrazione del poeta ‘padre’ della lingua italiana. Il centro di Giovinazzo si trasformerà, dunque, in un suggestivo teatro, pronto per il viaggio di Dante e Virgilio negli inferi. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Giovinazzo e organizzata da “Chiamata di Scena”, sotto la direzione artistica di Gianpaolo Sinesi, in collaborazione con l’agenzia di comunicazione “Evolve” di Molfetta, mentre gli attori fanno parte della compagnia molfettese “Il Carro dei Comici”.

“È un teatro diffuso, itinerante, una processione artistica – racconta a Telebari il direttore artistico Gianpaolo Sinesi -, in cui verranno messe in scena anche video proiezioni mappate; un mix tra bellezza architettonica, letteratura e tecnologia, per riproporre le scene simboliche della Divina Commedia con i vari personaggi interpretati dagli attori. Scene riproposte a 360 gradi, anche attraverso condivisioni di discipline artistiche”. “Ci saranno tre turni per giornata – conclude Gianpaolo Sinesi -, e abbiamo scelto un prezzo popolare per il biglietto. Il legame con il fuoco, prima dannato e subito dopo di purificazione con la festa dei fuochi di Sant’Antonio, è quello che ci ha portato a questo connubio vincente. Il nostro obiettivo è rafforzare la sinergia con l’amministrazione di Giovinazzo, Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese, e portare lo spettacolo fuori da questi confini”. I biglietti sono disponibili sul circuito Vivaticket al costo di 5 euro.

Domenica 21 gennaio, invece, ci sarà l’evento tradizionale più importante e sentito dai cittadini: la festa dei Fuochi di Sant’Antonio Abate. L’evento viene festeggiato, da anni, la domenica successiva al 17 gennaio (giorno del Santo). Una domenica in cui l’odore della legna bruciata invaderà Giovinazzo, un odore che richiama tradizione. Fuochi, appunto, con la classica accensione di numerosi e grandi falò che saranno i veri protagonisti della festa. La tradizione giovinazzese vuole che attorno ai fuochi si cucinano le fave (crapiète, in dialetto) in tegami di terracotta (pegnatìdde), e braciole di carne di cavallo; il tutto, accompagnato da olive e un bicchiere di buon vino rosso locale. E poi, tanta musica popolare con vari balletti intorno ai fuochi, folclore e divertimento. I giovinazzesi sono molto legati a questo evento per vari motivi: significava la gioia per la morte di Giulio Antonio Orsini (1463), principe di Taranto, che nelle sue scorribande aveva bombardato la città e distrutto gli oliveti del posto, causando periodi di carestia al popolo; e poi il culto di Sant’Antonio, iniziato in città intorno al 1300, a cui i giovinazzesi dedicarono una chiesa in piazza Costantinopoli, distrutta nel 1416. La Festa è iscritta nel Registro Regionale dei rituali festivi legati al fuoco, nel quale sono inserite le rappresentazioni rievocative di rilevanti avvenimenti storici e religiosi, i costumi e le tradizioni, incentrati sulla unicità del fuoco, come elemento identitario, le cui origini sono comprovate da fonti documentali.

PROGRAMMA:
Venerdì 19 gennaio Borgo Infernum tre turni:
18.00, ritrovo in piazza Costantinopoli 17.30
19.30, ritrovo previsto alle 19.00
21.00, raduno degli spettatori alle 20.30
Programma identico per la giornata di sabato 20.



Pubblicato su www.telebari.it – Vincenzo De Rosa

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