Superlega o no, salvate il diritto alla diversità e al sogno

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Alla fine della fiera – o meglio: all’inizio della fiera – il comunicato più onesto sulla faccenda lo ha emesso il Pescara Calcio, serie C d’Italia: “Non avendo ricevuto alcun invito alla Superlega, la nostra società non rilascerà dichiarazioni in merito”. È il commento più onesto non solo perché rifugiarsi nell’(auto)ironia è sempre un modo intelligente per non rischiare di dire sciocchezze, o di lanciarsi in proclami a forte rischio di smentita al prossimo cambio di vento, ma perché in questo momento – al di là dei troppi che sono subito (ri)saliti sul carro della Superlega, così come prima ne erano scesi – si stanno esprimendo tanti pareri e disegnando tanti scenari su una cosa che ancora nessuno, in concreto, al netto degli auspici o degli anatemi, e perfino dei progetti, sa se si farà; e soprattutto, nel caso, come. Chi. In quanti. Quando.