L’Aula Magna del Palazzo Ateneo e i suoi dipinti: il libro di Malcangi e De Martino

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Ars Scientia Humanitas. Sono queste tre parole latine (Arte, Scienza e “Umanità” nel senso di humanae litterae, ossia sapere umanistico), poste ad esergo della superba decorazione pittorica dell’Aula Magna del Palazzo Ateneo di Bari, la chiave interpretativa non soltanto della decorazione in sé, ma, come ha osservato il Magnifico Rettore Prof. Stefano Bronzini nel presentare il volume, della essenza stessa della Istituzione universitaria.

L’Università degli Studi di Bari è prossima al compimento del centenario dell’inaugurazione del primo anno accademico (15 gennaio 1925 – 15 gennaio 1925), ed il prestigioso volume in questione, pubblicato dall’Editore Schena di Fasano nella Collana “Biblioteca della Ricerca. Puglia storica” diretta da Giovanni Dotoli e Mimma Pasculli Ferrara, costituisce un contributo scientifico di capitale importanza in vista dell’importante anniversario. Un traguardo importante, non solo per l’Università, ma per la città tutta che vide enormemente accresciuto il suo prestigio.

Il libro della Schena Editore

La nostra Università venne lungamente desiderata, diremmo anzi sospirata (!), dai baresi. Il bel sogno, iniziato all’indomani dell’Unità d’Italia, poté concretarsi soltanto grazie al fattivo interessamento del Ministro dell’Istruzione Prof. Giovanni Gentile – il filosofo dell’attualismo noto soprattutto per la sua Riforma della Scuola – come ci ricorda la relatrice Prof.ssa Isabella Di Liddo.

L’inaugurazione dell’Università

In vista dell’agognata inaugurazione, il primo Rettore, il Prof. Nicola Pende (1924-25), commissionò all’architetto Cesare Augusto Corradini (Roma 1860 – Bari 1932) il progetto dell’Aula Magna. La decorazione pittorica venne affidata ai fratelli Prayer: Mario Prayer (Torino 1887 – Roma 1959) e Guido Prayer (Venezia 1898 – Bari 1968).

I due fratelli, veneziani d’origine e baresi d’adozione, hanno prodotto una serie di opere impressionante sia per quantità che per qualità: basti ricordare che a Bari, oltre all’Aula Magna, le pitture nella Sala Consiliare del Municipio (1925), nel Kursaal Santalucia (1928), nell’Asilo Manzari-Buonvino (1929) e nel Salone degli Specchi nella Prefettura (1938).

Tornando all’Aula Magna – “una delle più belle d’Italia” secondo i commentatori dell’epoca – la sua decorazione si pone in rapporto di stretta continuità con la grande arte dell’affresco rinascimentale: non a caso, si possono cogliere riferimenti alla Sistina michelangiolesca, sia nell’impostazione generale che nel trattamento plastico delle singole figure.

Uno studio sull’Aula Magna

Il modello di riferimento cronologicamente più vicino è dato invece dall’Aula Magna (1907-20) del Palazzo della Sapienza di Pisa (oggi sede della Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo pisano), realizzata dall’Arch. Prof. Vincenzo Pilotti (Ascoli Piceno 1872 – 1956) ed affrescata da Adolfo De Carolis (1874 – 1928). Il De Carolis fu un superbo frescante, tuttavia è noto principalmente per le sue illustrazioni di opere dannunziane, basti ricordare l’iconica copertina del Notturno edito nel 1921 dai Fratelli Treves: il suo stile sintetizza il Rinascimento michelangiolesco e l’Art Nouveau, in maniera analoga allo stile dei Prayer nell’Aula barese.  

Il volume, che oltre ad essere prestigioso è anche ponderoso (ben 700 pagine!), è impreziosito da un sontuoso apparato iconografico (foto Studio Tartaglione di Bari) e si articola in due parti. La prima curata dalla Dott.ssa Irene Malcangi, descrive il magnum opus dell’Aula Magna attraverso una puntuale e metodica ricerca nelle fonti d’archivio. La seconda curata dal Prof. Francesco De Martino, ci conduce nel mondo del “Mito” che pervade il complesso ciclo allegorico.

Le figure dell’Aula Magna

Nella calotta dell’abside figurano da sinistra a destra Morgagni, Galileo, Leonardo, Dante, Tommaso d’Aquino e Vico, mentre nella volta si stagliano le Allegorie di Arti, Scienze e Lettere (Matematica, tra Astronomia e Fisica; Geografia, tra Nautica e Storia; Agricoltura tra Botanica e simbolo aratro; Filosofia tra Verità e Ragione; Medicina tra Chimica e Vigilanza; Letteratura tra Drammatica e Dialettica) nonché le Allegorie delle Città di Puglia (Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, Foggia, Barletta, Andria, Trani, Altamura). Nei pilastri che scandiscono l’aula, ritratti clipeati di Vires illustres. Nelle lunette, una Allegoria della Provincia di Bari ed un celebre episodio del mito greco: Edipo svela il segreto della sfinge tebana.

Ma chi ha concepito un così complesso programma iconografico? “Chi se non Corradini?” Il professor De Martino non ha dubbi, e chi scrive condivide appieno la sua tesi.

Il contributo degli eredi di Prayer

Un preziosissimo contributo documentario è stato fornito dagli Eredi Prayer Dott.ssa Giovanna Prayer, Dott. Silvano Prayer, Prof.ssa Elisabetta Troccoli-Prayer. Nel corso della presentazione del 27 novembre, oltre al Magnifico Rettore che ha introdotto i lavori, sono intervenuti gli storici dell’arte Mimma Pasculli Ferrara e Isabella Di Liddo dell’Università di Bari, Cristina Galassi dell’Università di Perugia e Alessandro Tosi dell’Università di Pisa. La Prof.ssa Mimma Pasculli Ferrara è inoltre l’autrice della prefazione al volume, che si pone in continuità con altri studi precedenti: ricordiamo, in particolare, quello sul Palazzo Ateneo, edito nel 2005 in occasione dell’80° Anniversario dell’Università di Bari (della stessa autrice, in collaborazione con Carmelo Calò Carducci), che trattava ampiamente il vasto complesso edilizio ed il suo giardino.

Un giardino che, nonostante l’impegno profuso dalla stessa docente per opporsi ai grigi apparati amministrativi insensibili nei confronti dei valori storici, è stato ignobilmente deturpato.

Fortunatamente, l’Aula Magna continua a risplendere come una gemma preziosa: spetta non solo alle autorità accademiche, ma alla cittadinanza tutta, vigilare affinché si conservi intatta per cent’anni ancora. 


Link Università degli Studi di Bari:

https://www.uniba.it/it

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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E’ curatore del blog sull’arte del Ventennio “Arte Ventennio”: www.arteventennio.com.





Pubblicato su www.bari-e.it – Simone De Bartolo

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