Nuovo albergo sul Lungomare: il recupero di edifici d’importanza storica

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Il nome dell’Ing. Riccardo Morandi (Roma1902 – 1989), un tempo noto soltanto nella ristretta cerchia degli “addetti ai lavori”, è, purtroppo, ormai ben conosciuto a causa del crollo dell’omonimo ponte a Genova. Una tragedia che causò morti e feriti, ma che non è imputabile all’operato del progettista, bensì alla mancata manutenzione di una struttura che, a differenza degli antichi ponti romani, non fu concepita per sfidare i secoli.

La storia del “Palazzo del Totocalcio” probabile nuovo albergo

L’ingegner Morandi progettò parecchie opere importanti, e ne abbiamo una anche a Bari: il Palazzo dell’INPS (1951-55), noto più comunemente come “Palazzo del Totocalcio”. L’edificio si inserisce nel contesto del Lungomare in maniera discreta, attraverso un lessico architettonico estremamente semplificato ed improntato a regolarità e simmetria; non mancano comunque i riferimenti alla classicità: il basamento, la distinzione del piano nobile, il cornicione di coronamento. Il rivestimento in lastre lapidee accentua la nitidezza dei volumi conferendo all’edificio un aspetto quasi metafisico, in linea con i risultati di professionisti della “Scuola Romana” come Enrico Del Debbio e Mario De Renzi.

Il “Palazzo del Totocalcio”…
… sul Lungomare di Bari

Si tratta dunque di un’opera che, pur risalendo al dopoguerra, non rompe l’unitarietà della concezione del Lungomare di epoca fascista: a differenza di quanto, purtroppo, è accaduto a Taranto, dove il bel Lungomare ha subito lo sfregio della speculazione edilizia degli anni ’60.

Il Grande Albergo delle Nazioni

Il Palazzo del Totocalcio, a quanto pare, potrebbe divenire a breve un albergo di lusso, trovandosi a far concorrenza al “Grande Albergo delle Nazioni” (1932-35), peraltro anch’esso in stile razionalista ma costruito negli anni ‘30. Quest’ultimo, è il caso di ricordarlo, nasce fin dall’inizio come struttura alberghiera, con residenze annesse (Case INA). Il progetto dell’albergo, inizialmente denominato “Imperiale” (come ha notato lo storico locale Gigi De Santis), si deve all’arch. Alberto Calza Bini (Roma 1881-1957), ricordato da una targa apposta sul fronte dell’edificio in tempi recenti: tuttavia, appare verosimile che una parte rilevante vi abbiano avuto i suoi collaboratori di studio, ossia il figlio Giorgio Calza Bini (Livorno 1908 – Roma 1999) e l’architetto Mario De Renzi (Roma 1897-1967), in quanto più aggiornati rispetto alle novità introdotte dal razionalismo architettonico.

Il “Grande Albergo delle Nazioni”

Il progetto ebbe l’onore della pubblicazione sulla rivista “Architettura” (Anno 1932): diretta da Marcello Piacentini, era la rivista di architettura più prestigiosa dell’epoca.

Rivista “Architettura”

I cambiamenti nel tempo

Nel corso del tempo, l’albergo in questione ha subito vari interventi di ristrutturazione, dopo la riparazione dei danni inferti dalla guerra: in particolare, la sopraelevazione attuata nel 1964 dall’ Ing. Achille Petrignani (Bari 1899 – 1992), che ha “tamponato” l’aerea pensilina che alleggeriva il coronamento del fabbricato, mutandone in maniera definitiva l’aspetto esteriore.

Edificio più volte ristrutturato
Ingresso

Del pari sono stati soggetti a rifacimenti gli interni, all’epoca caratterizzati dagli arredi del pittore e architetto d’interni Nicolaj Djulgherov (Kustendil, Bulgaria 1901 – Torino 1982), uno dei massimi esponenti del Futurismo in Puglia: nato in Bulgaria, compì i suoi studi in Austria e si trasferì in Italia nel 1926, aderendo al Movimento Futurista ed affermandosi ben presto come arredatore d’interni, nonché come grafico pubblicitario ed esponente di punta dell’aeropittura futurista.

L’opera di Djulgherov a Bari

A Bari, Djulgherov progettò anche il padiglione “Cora” (1934) alla Fiera del Levante, non più esistente: si trattava del padiglione pubblicitario della marca del famoso vermouth. Nel progetto del padiglione fieristico emergono chiaramente due caratteristiche fondamentali dello stile dell’artista bulgaro: la predilezione per la linea curva (tutti gli angoli sono stondati) ed il forte dinamismo del segno grafico, prettamente futurista. Dai disegni di Djulgherov per il padiglione Cora, possiamo farci un’idea dello stile degli arredi dell’Albergo delle Nazioni, che, come abbiamo anzidetto, sono purtroppo andati irrimediabilmente perduti.

I disegni di Djulgherov (ph @ Adda Editore)
Il ristorante Cora… (ph @ Adda Editore)
… e i suoi interni (ph@ Adda Editore)

Tra gli edifici che conformano il lungomare monumentale, indubbiamente l’albergo spicca per via del suo fronte curvilineo convesso, che gli valse il soprannome di “transatlantico”. Non si tratta però di una soluzione architettonica inedita, e tra i riferimenti ben presenti alla mente dei progettisti vi è indubbiamente l’Albergo degli Ambasciatori (1924) di Marcello Piacentini a Roma, sebbene nell’edificio di via Veneto (immortalato nel film La dolce vita) la matrice dei prospetti sia ancora fortemente legata al classicismo. Il Grande Albergo delle Nazioni, che con la sua tersa volumetria si impone sul lungomare, è uno dei capolavori del razionalismo novecentesco a Bari.  

Recupero di strutture storiche

Il recupero di strutture di notevole importanza per la storia urbana della nostra città, specie in un momento di forte ripresa del turismo nella nostra regione e nel capoluogo, non può che essere salutato come un segnale positivo, purché avvenga sempre nel rispetto degli imprescindibili valori di tutela dei beni storico-architettonici.


Foto moderne: Nicola Antonio Imperiale

Disegni d’epoca: Adda Editore

Bibliografia:

C. F. CARLI, Futurismo e architettura in Puglia, in G. APPELLA (a cura di), Verso le avanguardie. Gli anni del Futurismo in Puglia 1909-1944, Adda Editore, Bari 1998, pp. 433-442

N. SIGNORILE – F. P. GISMONDI, Atlante ‘900 per la tutela dell’architettura contemporanea a Bari, Laterza Edizioni, Bari 2009

S. DE BARTOLO, L’Architettura del Ventennio fascista a Bari, L’Arco e la Corte, Bari 2014

La Repubblica Bari, 18 ottobre 2023

Link Wikipedia INA Casa:

https://it.wikipedia.org/wiki/INA-Casa

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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. È Socio Fondatore del Centro Studi “Araldo Di Crollalanza” di Bari.





Pubblicato su www.bari-e.it – Simone De Bartolo

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