Il Frosinone di Grosso verso la festA

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TORINO – Domenica può essere festa grande a Frosinone e in tutta la Ciociaria, la squadra di Grosso avrà il primo match point promozione: se sabato avrà battuto il Sudtirol in casa, domenica dovrà aspettare il risultato di Pisa-Bari, serve anche un ko dei pugliesi, distanti 10 punti, per stappare lo spumante. Una combinazione che ha buone possibilità di accadere anche se a Frosinone c’è chi preferirebbe essere promosso nel turno successivo, quello del 1° Maggio, per poter festeggiare sul campo, tutti insieme allo stadio, in un’altra sfida interna, quella serale con la Reggina. Stadio Stirpe che comunque si avvia verso il tutto esaurito già per la sfida di sabato con gli altoatesini. Da settimane gli scommettitori non accettano puntate sul Frosinone in A, da mesi i ragazzi di Grosso hanno dimostrato di essere i più forti, quelli che giocano meglio, i più solidi (miglior difesa della B, 20 gol al passivo), i più spumeggianti (miglior attacco, 51 gol), i più continui. Questa B delle grandi piazze, da essere definita A2, sta per aggiudicarsela una città di 46mila abitanti, di cui uno su quattro va a sostenere la squadra allo stadio, un rapporto unico in Italia, nell’anno in cui patron Stirpe compie i 20 anni alla guida del Frosinone, che aveva lasciato la A nel 2019 e sotto la sua gestione l’aveva conquistata per la prima volta nel 2015. Un’impresa possibile perché tutte le componenti (squadra, allenatore, società e piazza), hanno dato il meglio di sé, mettendosi alle spalle piazze con ben altri budget e ben altre ambizioni. Il Frosinone partiva dalla delusione per quei playoff che un anno fa sfumavano all’ultima giornata. La scorsa estate la squadra è stata rifondata quasi da zero ma ha trovato l’amalgama giusta fin dalla prima uscita, valorizzando elementi di cui si sentirà parlare nei quartieri alti: su tutti Caso, Mulattieri e Boloca sono i nomi da segnarsi. Mentre Grosso, allenatore che fino a un anno fa non godeva certo di grandi consensi, diventa un allenatore tenuto d’occhio dai  club più importanti di A: il suo 4-3-3 dinamico ma equilibrato è stata la cosa più bella di questa B.