Sismabonus acquisto, salvi cessione del credito e sconto in fattura

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27/03/2023 – Il sismabonus acquisto, cioè la detrazione fiscale riconosciuta a chi acquista nelle zone a rischio sismico 1, 2 o 3 un immobile in un edificio demolito e ricostruito in chiave antisismica da un’impresa di costruzione o ristrutturazione immobiliare, potrà, a certe condizioni, continuare a essere fruito sotto forma di sconto in fattura e cessione del credito.
 
La Commissione Finanze della Camera giovedì scorso ha approvato un emendamento che alleggerisce i vincoli introdotti dal DL 11/2023 sulla cessione del credito.

Chi compra casa con il sismabonus acquisto potrà continuare a scegliere lo sconto in fattura o la cessione del credito a condizione che il costruttore abbia richiesto il titolo abilitativo entro il 16 febbraio 2023.
 

Sismabonus acquisto, quando sconto in fattura e cessione del credito sono salvi

Il DL 11/2023 ha previsto che, nell’ambito del sismabonus acquisto, gli acquirenti delle case antisismiche potessero optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito solo nel caso in cui entro il 16 febbraio 2023 (data di entrata in vigore del decreto sulla cessione del credito) fosse stato registrato il contratto preliminare o stipulato quello definitivo.
 
Le novità, molto restrittive, hanno messo in allarme i potenziali beneficiari del sismabonus acquisto, i professionisti e le imprese perché le possibilità di sconto in fattura e cessione del credito sarebbero state molto limitate.
 
Durante il percorso parlamentare per la conversione in legge, la Commissione ha quindi approvato le richieste di modifica sul sismabonus acquisto.
 
Per effetto delle modifiche approvate, lo sconto in fattura e la cessione del credito saranno salvi a condizione che il costruttore abbia richiesto il titolo abilitativo, per la realizzazione dell’intervento di demolizione e ricostruzione, entro il 16 febbraio 2023.
 

Le opzioni per chi compra casa con il sismabonus acquisto

Se il costruttore ha richiesto il permesso di costruire per la demolizione del vecchio fabbricato e la ricostruzione del nuovo edificio con criteri antisismici entro il 16 febbraio 2023, l’acquirente può:
– scegliere se usufruire direttamente del sismabonus acquisto, sotto forma di detrazione fiscale, nella sua dichiarazione dei redditi;
– concordare col costruttore lo sconto in fattura;
– cedere il credito corrispondente al sismabonus acquisto.
 
Se il titolo abilitativo è stato richiesto dopo il 16 febbraio 2023, l’acquirente della casa antisismica può solo usufruire direttamente del sismabonus acquisto.
 
Rispetto all’ipotesi iniziale, che puntava a consentire lo sconto in fattura e la cessione del credito solo in presenza di un preliminare registrato o di un contratto definitivo concluso, l’emendamento approvato in Commissione mette al riparo una serie di interventi già programmati, che senza le due opzioni avrebbero potuto subire un arresto.
 
Come sottolineato dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) dopo l’approvazione del DL 11/2023, il contratto (preliminare o definitivo) di acquisto costituisce la fase finale di progetti di recupero edilizio molto complessi e caratterizzati da una lunga tempistica di esecuzione.
 
Questo significa che il potenziale acquirente, coinvolto dalle fasi iniziali del progetto con la prospettiva di poter ottenere lo sconto in fattura sul prezzo dell’immobile, avrebbe potuto essere scoraggiato da un cambiamento della normativa in itinere, prima della stipula del contratto. Un’eventualità che avrebbe messo in difficoltà le imprese.
 

Come funziona il sismabonus acquisto

Ricordiamo che il sismabonus acquisto è una detrazione fiscale di cui possono usufruire gli acquirenti di case antisismiche realizzate, nei Comuni delle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, da imprese di costruzione e ristrutturazione immobiliare mediante la demolizione e ricostruzione di interi edifici.
 
La detrazione, entro un ammontare massimo di 96mila euro, è pari al:
– 75% del prezzo di acquisto dell’unità immobiliare se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
– 85% del prezzo di acquisto dell’unità immobiliare se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori.
 



Pubblicato su www.edilportale.com – Paola Mammarella

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