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MITI SUI CAPELLI “Intervista al Dott. Antonio Gentile” – WikiPuglia

MITI SUI CAPELLI “Intervista al Dott. Antonio Gentile”

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Esistono numerosi studi riguardanti le conseguenze e le possibili cure della calvizie, ma sono poche le figure qualificate che trattano l’argomento con preparazione.

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare il Dott. Antonio Gentile – conosciuto come SuppMaster nel web -, Dottore in Farmacia ed esperto in Nutrizione ed Allenamento, che ci ha delucidato sulle cause e sui pro e contro dei relativi trattamenti della calvizie.

«9 persone su 10 hanno il gene che fa diventare calvi! È solo questione di tempo e di DHT» ha esordito il Dott. Antonio Gentile, «ma facciamo un passo indietro».

«Sapete perché le donne non perdono i capelli rispetto all’accezione, prettamente maschile, che rischia di rimanere pelata dai 18 anni circa?» ha domandato. «Non perché non abbiano ereditato il gene della calvizie (alopecia androgenetica), bensì perché hanno troppo poco testosterone per esplicare l’effetto che descriveremo; uomini e donne hanno entrambi testosterone. La differenza è la quota ematica ovviamente molto più bassa nelle donne sane. Soffermatevi su sane, perché poi parleremo delle eccezioni.

PUO’ SPIEGARCI MEGLIO QUESTA DIFFERENZA?

Il testosterone viene prodotto attraverso un asse ipotalamo, ipofisi, gonadi per poi diventare un ormone circolante, che viaggia libero o legato da una proteina detta shgb e che, mentre esplica i suoi effetti, subisce delle trasformazioni a mezzo di enzimi.

Può diventare estrogeni attraverso l’enzima aromatasi oppure DHT (diidrotestosterone) attraverso l’enzima 5-alfa-reduttasi.

È proprio questo DHT il colpevole della calvizie maschile, poiché, nei soggetti predisposti geneticamente, (8 su 10 in media, sia uomini che donne) attacca i capelli della zona superiore del cranio (detta zona di serie B) come se fossero un nemico da distruggere. Questi nel tempo cadono – come è normale che sia per tutti, ma al contrario di chi non ha questo gene, ricrescono sempre più sottili, fino a diventare una peluria invisibile

GLI STADI DELLA CALVIZIE SONO UGUALI PER TUTTI?”

«Nell’immagine che vi ho appena mostrato, vediamo una classificazione dell’evolversi dell’alopecia androgenetica (andro=uomo)» ha risposto. «Ogni uomo o donna nasce con i capelli, ma dopo la pubertà il testo inizia ad esprimere il suo effetto: ecco che gradualmente, alle volte tanto graduale da non accorgersene, la calvizie avanza.»

“QUAL È, IN QUESTO CASO, IL RUOLO DELLA MEDICINA?”

«La medicina moderna ha fatto passi da gigante sulla prevenzione, e dico prevenzione in quanto dopo 6 mesi il capello è perso. Bisogna agire subito se si è interessati.

Il trapianto è l’unica soluzione definitiva, ma lo sarà davvero? Al momento NO, per due motivi:

La zona donatrice (di serie A) ha un numero limitato di unità da donare, questo si risolverà con l’avvento della clonazione dei capelli.

Le zone circostanti sono fatte di capelli di serie B non ancora perduti, quindi è d’obbligo continuare a vita la terapia farmacologica in aggiunta a quella chirurgica.

Quindi la terapia farmacologica rimane una conditio sine qua non, e deve essere mantenuta, altrimenti finisce il suo effetto. Infatti, essa non cura in questo caso, ma cronicizza. Un po’ come i farmaci della pressione, i quali non risolvono il problema come un mal di testa che passa; se smetti di prenderli, la pressione sale nuovamente».

PUO’ SPIEGARCI QUALI SONO QUESTI FARMACI?”

«Desidero precisare, in primis, che tratteremo solo di principi attivi e non menzioneremo i dosaggi, in quanto sono tutti farmaci soggetti a prescrizione medica, quindi se se si è interessati, meglio parlarne con il proprio medico» ha subito chiarito.

«La terapia si compone di 3 armi: SHAMPOO, LOZIONE, CAPSULE;

SHAMPOO: le molecole sono 2, il ketokonazolo che è un anti fungino e agisce sia sulla conversione del testosterone che sulla presenza di dermatite seborroica (altra causa di alopecia) e azelo glicina.

LOZIONE: si può partire da un semplice minoxidil a varie percentuali, per arrivare a lozioni più complesse, con all’interno progesterone, estradiolo e anche dutasteride.

CAPSULE: in Italia l’uso della dutasteride è vietato per questo scopo, invece si utilizza la finasteride.

PUO’ PARLARCI DELLE LOZIONI FARMACEUTICHE PRESCRITTE DAI MEDICI E PREPARATE DAI FARMACISTI COME GALENICI?

«Sono 2 i principali. Vi spiegherò tutto:

MINOXIDIL. Molecola nata per curare l’ipertensione. Il suo utilizzo presentava uno strano effetto collaterale: la gente – donne incluse – tornava in farmacia o dal medico, piena di peli in faccia. Questo sides si chiama Irsutismo; gli organi di controllo lo bloccano per curare la pressione arteriosa. Tuttavia, si era scoperto per serendipità, un effetto che poteva essere stato utile in altri casi. La calvizie, appunto! Da quel momento si è usata la sua forma topica nelle lozioni farmaceutiche.

ORMONI FEMMINILI. Estradiolo, progesterone – inutile indicare la forma dell’isomero – sono appunto ormoni tipicamente femminili. Grazie a composti che accentuano l’assorbimento attraverso la cute, e grazie ad un vigoroso strofinamento che attira flusso sanguineo nella zona (si può usare addirittura il micro-needling) competono nello scalpo con il famoso DHT.»

“PER QUANTO RIGUARDA I FARMACI ASSUNTI PER BOCCA?”

«Il discorso è complicato, ma cercherò di sintetizzarlo al meglio:

FINASTERIDE. Molecola nata al dosaggio di 5 mg al giorno per curare l’ipertrofia prostatica – il DHT ha come bersagli prostata, pelle (acne nei bodybuilder), capelli – è stata approvata al dosaggio di 1 mg al giorno per la cura dell’alopecia androgenetica. Il motivo è la sua capacità di inibire l’azione di una delle 2 isoforme dell’enzima 5-alfa-reduttasi, che converte il testosterone circolante in DHT. Il risultato di un minore DHT circolante è quello di preservare la chioma. Ovviamente, nulla di ciò che funziona davvero in farmacologia è privo di effetti collaterali; un po’ per effetto nocebo (terrore da dotto google), un pochissimo per reale effetto del farmaco, alcuni ragazzi non la tollerano poiché peggiora la loro vita sessuale.

Quindi si chiedono: si ok ora sono bello bellissimo con capelli da califoggiano, ma poi se non concludo, meglio pelato e stallone italiano!” Ahah, si scherza!

DUTASTERIDE. È la versione incazzata della finasteride. Agisce su entrambe le 2 isoforme dell’enzima 5 alfa reduttasi ed è lipofilo, quindi arriva anche nelle zone protette da barriere come quella emato-encefalica. Per questo non è ancora approvata per l’alopecia ma rimane confinata ai problemi di prostata. Ci sono dermatologi che la prescrivono nelle lozioni galeniche e quindi ritengono utile usarla come soluzione topica e non sistemica.»

“ESISTONO DEGLI INTEGRATORI SOSTITUTIVI AL TRATTAMENTO FARMACOLOGICO?”

«Gli integratori alimentari sono appunto degli alimenti concentrati. Un alimento può curare, ma non avrà mai la potenza di un farmaco. D’altro canto, non ne avrà nemmeno i fastidiosi, e a volte pericolosi, effetti collaterali.

Nel trattamento dell’alopecia androgenetica gli integratori vanno visti come una ciliegina sulla torta, un tassello complementare che influisce per una % trascurabile, quindi la decisione è, a mio avviso, dettata dal budget, dal numero di prodotti che si è disposti ad usare o se si dovesse avere paura di usare dei farmaci.»

Nel prossimo articolo, sempre in compagnia del Dott. Antonio Gentile, affronteremo la calvizie maschile e le condizioni per cui gli integratori potrebbero fare la differenza.

«Discorso completamente diverso, è valido per il 99,99% delle donne o per gli uomini che non hanno il gene di cui parlavamo» ha spiegato, «ma ne parleremo la prossima volta».

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