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CALDO ANOMALO, “Perché così caldo non è un bene” – WikiPuglia

CALDO ANOMALO, “Perché così caldo non è un bene”

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Le terre del Mediterraneo offrono toni caldi e coste azzurre rischiarate da un sole accogliente. Ma cosa accade quando la temperatura, anziché diminuire con l’avanzare dei mesi – ci si riferisce a questo periodo con il termine “novembrata” – resta costantemente alta?

Potrebbe significare più giornate di mare, o più semplicemente passeggiate al parco, ma non è propriamente così.

L’effetto serra scaturito dall’accumularsi dei gas prodotti dall’inquinamento è il motivo per il quale le temperature – quindi il caldo torrido – sembrano non voler cessare.

 

In quest’ultimo 1 Novembre – per molti il lungo ponte d’Ognissantile temperature sono rimaste quasi inalterate rispetto alle ultime settimane prettamente estive. Il problema da prendere in considerazione è che il Mediterraneo è una sorta di cuore pulsante del cosiddetto cambiamento climatico: se nel resto dei paesi nordici le temperature sono aumentate dell’1% negli ultimi 150 anni, nell’Europa del Sud l’aumento sfiora quasi il doppio.

«Le temperature nel Mediterraneo crescono il 20% più velocemente rispetto alla media globale» sostiene l’ente di ricerca MedEc (Mediterranean Expters on Climate and environmental Change), un network indipendente di scienziati fondato nel 2015.

 

Nell’ecosistema, quello che per alcuni potrebbe essere un’innocua variazione, l’aumentare vertiginoso dei gradi rappresenta  un vero e proprio sconvolgimento dei ritmi ambientali e degli eventi meteo estremi: il cambiamento climatico agisce come una lente d’ingrandimento che intensifica il calore come se fosse un moltiplicatore.

 

La stessa vegetazione ne risente, basti pensare al ritardo del foliage – termine inglese, significa fogliame: rappresenta il fenomeno per il quale le foglie, prima di cadere, cambiano colore -, al letargo alterato per gli animali – le specie particolarmente sensibili alle temperature rischiano di saltarlo -, oppure alla migrazione degli uccelli.

In questi giorni sulle Alpi non si raggiungono i 0 gradi nemmeno sui 3000 metri d’altezza, ed il ciclo d’acqua sarà ancor più secco con l’avanzare degli anni.

 

Le azioni che possiamo compiere per proteggere la nostra casa, il mondo in cui noi tutti viviamo, sono piccoli gesti di inestimabile valore: diminuire il consumo d’acqua; usare meno l’automobile; non sprecare energia elettrica; fare la raccolta differenziata; ottimizzare il riscaldamento.

 

Il mondo sta cambiando, i dati parlano chiaro. Ma possiamo ancora fare una scelta: che tipo di cambiamento vogliamo essere?

 

 

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