Danni da infiltrazioni in condominio, chi paga?

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14/02/2023 – Chi paga per i danni da infiltrazione in condominio? Il Tribunale di Roma, con la sentenza 1673/2023 ha spiegato cosa accade quando le infiltrazioni provengono da un’intercapedine presente nell’edificio.
 

Danni da infiltrazioni in condominio, di chi è l’intercapedine?

I giudici si sono pronunciati sul caso sollevato dal proprietario di un box auto, che ha subìto danni da infiltrazioni causate, a suo avviso, da un carter metallico posto lungo l’intercapedine di proprietà del condominio.
 
Per questo motivo, il proprietario del box colpito dai danni da infiltrazione d’acqua ha chiesto che il condominio fosse obbligato a:

  • rimuovere le cause dell’infiltrazione;
  • riparare l’immobile danneggiato;
  • pagare un risarcimento per il mancato utilizzo del box.

 
Il condominio ha affermato di non essere proprietario dell’intercapedine.
 

Danni da infiltrazione in condominio, il risarcimento dei danni

I giudici, citando una sentenza della Cassazione del 2018, hanno affermato in primo luogo che “l’intercapedine esistente tra il piano di posa delle fondazioni di un edificio condominiale – che costituisce il suolo di esso – e la prima soletta del piano interrato, se non risulta diversamente dai titoli di acquisto delle singole proprietà, ed anzi in quelli del piano terreno e seminterrato non è neppure menzionata tra i confini, è comune, in quanto destinata alla aerazione o coibentazione del fabbricato”.
 
Il Tribunale di Roma ha quindi spiegato che, dal momento che il condominio è proprietario dell’intercapedine, è anche custode della stessa ed è responsabile dei danni da infiltrazione causati.
 
Non è necessario, hanno aggiunto i giudici, che il condominio abbia una colpa, cioè che non abbia custodito in modo adeguato l’intercapedine. È infatti sufficiente, si legge nella sentenza, il rapporto causale tra la cosa e il danno. In altre parole, se il danno da infiltrazione proviene dall’intercapedine condominiale, il condominio è sempre tenuto al ripristino della situazione e al risarcimento.
 
Il Tribunale ha quindi ordinato al condominio di:

  • realizzare gli interventi per l’eliminazione delle infiltrazioni;
  • realizzare i lavori di ripristino dello stato dei luoghi (demolizione della soletta, ricostruzione della porzione di parete mancante tra l’estremità della stessa e il soffitto);
  • pagare al proprietario del box un risarcimento (per coprire le spese della perizia e il mancato utilizzo dell’immobile).



Pubblicato su www.edilportale.com – Paola Mammarella

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