REAL BODIES “al Teatro Margherita di Bari, la scienza prende vita”

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Scosti adagio delle spesse tende nere – l’odore di legno ti colma le narici -, e come prima cosa rivolgi lo sguardo verso l’imponente soffitto. Poi, lentamente, i tuoi occhi si incrociano con quelli di un uomo ad attenderti in basso: i suoi muscoli sono ben visibili – non vi sono strati di pelle a nasconderli -. È lì, ad attendere i visitatori, a dar loro il benvenuto; nella sua posizione erculea, schiena dritta, bicipiti tesi. Ma il suo corpo non è vivo, eppure, la prima sensazione che provi è quella che potrebbe muoversi da un istante all’altro: i liquidi del suo corpo sono stati sostituiti con polimeri di silicone.

Ti trovi all’interno del Teatro Margherita di Bari. Benvenuto a Real Bodies.

Lasci spazio all’energia di una scolaresca – i ragazzi ascoltano con attenzione, chi più, chi meno, uno dei tanti studenti di medicina offertisi per accompagnare i visitatori durante tutto il percorso scientifico -, studiando con meraviglia l’interno di alcune teche: articolazione di spalle, gomiti, legamenti e tendini; muscoli della masticazione; un cranio disarticolato; colonne vertebrali.

Tutto ciò che vedi è reale, appartenuto a persone che hanno volontariamente offerto il loro corpo alla scienza; vite talmente lontane, appartenenti ad altre epoche, altre terre, eppure così tangibili da sembrare l’opposto.

Una guida indica un osso temporale all’interno di una teca situata nell’angolo opposto della sala, e la curiosità è talmente tanta da spingerti ad avvicinarti per ascoltare le sue spiegazioni.

Dopo aver superato la scolaresca, approfitti della momentanea quiete per osservare la posizione di alcuni corpi: non ti saresti mai aspettato di vederne uno durante uno scatto, con in mano una palla da basket; oppure, una ballerina di pole dance, gambe divaricate e testa verso il basso, durante una delle sue esecuzioni artistiche; così come non riesci a trattenere un sorriso vedendo un uomo intento a pedalare una bicicletta.

E ti domandi, di nuovo: «come possono essere dei veri corpi?».

Tutto grazie allo studio dell’anatomia, le cui antiche origini risalgono alla scuola medica di Alessandria d’Egitto, e che, successivamente, ebbe una drastica ascesa durante il Rinascimento; oggi, con l’utilizzo della plastinazione, si può studiare l’anatomia umana direttamente in una mostra aperta al pubblico.

Il percorso continuerà, in maniera lineare, donando perle di scienza altresì impossibili da vedere: calchi di vasi sanguigni; polmoni sani e polmoni danneggiati dal fumo; il sistema nervoso, e ancora, calchi di cuore.

Il tutto condito con – per chi fosse interessato – un’audio-guida realizzata con la partecipazione di Alessandro Cecchi Paone; e alla fine del percorso, un’esperienza di realtà virtuale ti farà immergere direttamente all’interno del sistema nervoso, oppure, partecipare ad un incontro di pugilato e alle sue conseguenze.

Real Bodies è un modo per ammirare la vita sotto una nuova prospettiva – amarci così come siamo fatti -, esplorando e approfondendo la scoperta con l’aiuto di guide qualificate, le quali non avranno timore a rispondere ad ogni domanda.

Il tuo compito? Solo uno: muovere il primo passo oltre quelle nere tende ed addentrarti nel mondo dell’anatomia umana.

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