Rigenerazione urbana, Fondo da 235 milioni di euro per i Comuni sotto i 15.000 abitanti

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06/02/2023 – La rigenerazione urbana nei Comuni sotto i 15.000 abitanti potrà contare su un Fondo da 235 milioni di euro per gli anni 2025-2026 istituito presso il Ministero dell’Interno. È stata, inoltre, valutata la possibilità di recuperare risorse da destinare al recupero del patrimonio immobiliare.
 
Lo ha fatto sapere il Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli, intervenendo in Aula al Senato in rappresentanza del Viminale.
 
In arrivo novità anche sui criteri di selezione dei progetti di rigenerazione urbana: sarebbe allo studio un correttivo al criterio dell’Indice di Vulnerabilità Sociale e Materiale (IVSM), per assicurare una più equilibrata distribuzione regionale delle risorse.
 
Pochi giorni dopo la pubblicazione della graduatoria relativa al bando da 300 milioni di euro per la rigenerazione urbana nei Comuni sotto i 15.000 abitanti, nell’ottobre 2022, i senatori PD Parrini, Alfieri, Misiani, Zambito e Franceschelli (eletti in Toscana e in Lombardia) hanno presentato una Interrogazione per chiedere al Governo risorse aggiuntive per finanziare tutti i progetti di rigenerazione urbana presentati dai Comuni e per superare l’IVSM.
 
Si tratta di una iniziativa simile a quella intrapresa negli stessi giorni dai Deputati PD per contestare i criteri di distribuzione delle risorse per la rigenerazione territoriale tra Nord, Sud e Centro.
 

Rigenerazione urbana, Fondo da 235 milioni di euro per i Comuni sotto i 15.000 abitanti

Prima di tutto i Senatori hanno ricordato che il PNRR destina 3,3 miliardi di euro a progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale, che la Legge di Bilancio 2022 ha stanziato 300 milioni di euro in favore dei Comuni sotto i 15.000 abitanti stabilendo che, in caso di richieste superiori al plafond, le risorse sarebbe state assegnate dando priorità ai comuni con un valore più elevato dell’IVSM.
 
Per via di tale Indice – che quantifica le criticità sociali e materiali da ridurre con progetti di rigenerazione urbana – sono stati finanziati investimenti esclusivamente in Calabria, Campania, Marche, Puglia e Sicilia, “escludendo pertanto dai benefici – hanno sottolineato i Senatori – le istanze regolarmente presentate da parte di Comuni collocati nel resto del territorio nazionale”.
 

“Fra i territori completamente esclusi dai benefici – hanno aggiunto gli interroganti – vi sono, tra gli altri, la Lombardia con 697 istanze depositate dai Comuni, il Piemonte con 620, il Veneto con 439, la Toscana con 322” ma sono escluse anche la “Sardegna che, pur avendo depositato 304 istanze non ha ricevuto alcun finanziamento, Abruzzo con 170 istanze e il Molise con 124 istanze”.
 
I risultati del bando per la rigenerazione urbana nei Comuni sotto i 15.000 abitanti hanno “sollevato forti perplessità sui criteri utilizzati per la selezione delle istanze che rischiano di determinare inaccettabili ed incomprensibili disparità territoriali e anche all’interno degli stessi territori beneficiari”.
 
Perplessità analoghe erano state sollevate anche sui risultati del precedente bando da 3,4 miliardi di euro per la rigenerazione urbana rivolto ai Comuni sopra i 15.000 abitanti. La protesta dei Comuni esclusi aveva indotto il Governo a stanziare oltre 900 milioni di euro per scorrere la graduatoria e finanziare tutti i progetti di rigenerazione urbana presentati, a prescindere dalla Vulnerabilità Sociale e Materiale del Comune.
 
Per questi motivi, i Senatori hanno chiesto un ulteriore e significativo stanziamento di risorse per investimenti in progetti di rigenerazione urbana da destinare esclusivamente ai Comuni sotto i 15.000 abitanti rimasti esclusi dalla graduatoria di ottobre 2022. E hanno suggerito di utilizzare, nei prossimi interventi in tema di riqualificazione del patrimonio immobiliare, nuovi criteri di selezione dei progetti, diversi dall’IVSM e più rispondenti alla realtà dei territori.
 
Per il momento, il Governo ha risposto con il nuovo Fondo per la rigenerazione urbana nei Comuni sotto i 15.000 abitanti, con una dotazione di 115 milioni di euro per l’anno 2025 e di 120 milioni di euro per l’anno 2026, istituito con l’articolo 14-quinquies della Legge 6/2023.
 
Entro il 30 giugno 2023 saranno individuati i criteri di riparto del Fondo, assicurando in ogni caso l’attribuzione delle risorse in proporzione al fabbisogno espresso da ciascuna Regione.
 
Nella replica, il Senatore Parrini si è dichiarato insoddisfatto “perché la discriminazione a danno dei Comuni più piccoli, che si è verificata con l’assegnazione delle risorse del PNRR, è pesante”. “È una discriminazione che ha colpito soprattutto i Comuni sotto i 15.000 abitanti del Centro-Nord del nostro Paese, che sono stati praticamente tenuti fuori da qualsiasi supporto finanziario”.
 



Pubblicato su www.edilportale.com – Rossella Calabrese

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