Efficienza energetica edilizia, M5S: ‘obiettivi UE raggiungibili, con il superbonus’

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27/01/2023 – Reintrodurre il superbonus 110% e la cessione del credito e rendere questo bonus fulcro di una nuova politica industriale del Paese per il raggiungimento degli obiettivi europei di efficientamento energetico del patrimonio edilizio.
 
Lo chiedono i Senatori del Movimento 5 Stelle in una Mozione presentata in Senato.
 
Il punto di partenza per tornare a chiedere la reintroduzione del superbonus 110% è la nuova direttiva sulla prestazione energetica in edilizia che l’Unione europea sta per varare e che renderà obbligatorio ridurre gli immobili con basse prestazioni energetiche secondo una tempistica molto ravvicinata (2030-2033): gli edifici residenziali e le unità immobiliari dovranno raggiungere almeno la classe energetica E entro il 1° gennaio 2030 e almeno la classe D entro il 1° gennaio 2033.
 
Viste le peculiarità del patrimonio immobiliare italiano (risalente nel tempo e di proprietà diffusa), questi nuovi obblighi comporterebbero la ristrutturazione in pochi anni di milioni di edifici residenziali e non, che necessitano di interventi di efficientamento energetico ancora poco sostenibili economicamente per gran parte della popolazione.
 
Partendo da queste premesse, i Senatori M5S hanno proposto una mozione che impegni il Governo a:
1) a reintrodurre il superbonus 110% e la cessione del credito, anche alla luce delle politiche ambientali ed energetiche avviate dall’UE;
2) ad individuare, nelle opportune sedi europee, misure per il raggiungimento degli obiettivi di ristrutturazione ed efficientamento energetico del parco immobiliare nazionale;
3) ad attivarsi affinché misure di rilancio e di sviluppo sostenibile come il superbonus diventino il fulcro di una nuova politica industriale del Paese;
4) ad attivarsi per la stabilizzazione della misura, mediante l’estensione delle agevolazioni fiscali vigenti e predisponendo meccanismi di premialità per gli interventi caratterizzati da maggiore efficacia in termini di risparmio energetico e di utilizzo di materie prime all’avanguardia e alternative alle fonti fossili.
 

Efficienza energetica edilizia, i risultati del superbonus

A sostegno della richiesta, i Senatori ricordano che “è ampiamente dimostrato che gli interventi di efficientamento energetico sugli edifici consentono una riduzione dei consumi energetici nazionali, alleggerendo la bilancia dei pagamenti sull’acquisto di energia primaria dall’estero”.
 
Inoltre – si legge nella mozione -, i bonus edilizi, fra tutti il superbonus 110%, hanno “svolto un ruolo di supporto economico per i cittadini e le imprese e di rilancio del settore del comparto edilizio”. “Secondo i dati Ance, più di un terzo dell’aumento del PIL del 2022 è legato alla crescita del settore, che ha prodotto ben 230.000 posti di lavoro in due anni”.
 
E ancora, “il Censis stima che la spesa di 55 miliardi di euro abbia generato un risparmio di 11.700 gigawatt all’anno, che corrispondono a 1,1 miliardi di metri cubi di gas, pari al 40% del risparmio energetico che il piano emergenziale di riduzione dei consumi del settore domestico si prefigge di realizzare nell’autunno inverno 2022-2023”.
 
D’altro canto, intervenire sul patrimonio edilizio italiano è indispensabile e urgente: dei 12,2 milioni di edifici residenziali censiti dall’ISTAT, 7,2 milioni (il 60%) sono stati costruiti prima del 1980; 5,2 milioni (42,5%) di edifici hanno più di 50 anni; più della metà delle abitazioni, oltre 16 milioni, è stata realizzata prima del 1970.
 
Ma per effettuare i lavori che la UE richiederà, i Senatori M5S chiedono che siano previste “modalità per assicurare le ingenti risorse economiche necessarie”, come il superbonus 110% e la cessione del credito che consenta la fruizione dell’incentivo soprattutto a chi si trova in condizioni di povertà energetica e di degrado sociale.
 
I Senatori ricordano gli “innegabili benefici che il superbonus ha prodotto per la transizione sia ecologica che energetica” che ne giustificherebbero una programmazione di lungo periodo e l’inclusione del bonus “come parte fondamentale della politica industriale del Paese”.
 
“La scelta della maggioranza di rimodulare il superbonus” – affermano – “adducendo argomentazioni meramente contabili, ha dimostrato poca lungimiranza e poca sensibilità alle problematiche ambientali esistenti”.
 
Di qui le richieste a Governo di invertire la rotta.
 



Pubblicato su www.edilportale.com – Rossella Calabrese

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