Progettazione, Oice: nel 2022 il valore delle gare raddoppia rispetto al 2021

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23/01/2023 – Il 2022 ha fatto registrare un boom delle gare di progettazione. Merito dei programmi di investimento pubblici, come il PNRR, ma si rischia il rallentamento se non si interverrà sul testo del nuovo Codice Appalti.
 
È questo il quadro tracciato dall’OICE (l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria).
 
Dal report emerge che il 2022 rappresenta il record assoluto per i servizi di ingegneria e architettura messi in gara nell’ambito pubblico. In particolare, raddoppia il valore della progettazione messa in gara nel 2022: nei dodici mesi sono stati pubblicati 3.308 bandi, con un valore di più di 1,7 miliardi di euro (-0,2% in numero ma +96% in valore sul 2021). Il valore è cresciuto grazie alle gare sopra soglia, (+120) mentre è calato il valore dei bandi sotto soglia (-3%).
 
Va notato che su 1,7 miliardi di progettazione messa in gara, la normativa Pnrr, che delinea l’appalto integrato come strumento principale per affidare gli interventi, ha spostato sugli appalti integrati 1,4 miliardi di progettazione.

Una grande spinta è derivata dal massiccio ricorso agli accordi quadro: soltanto a dicembre, per la progettazione, ne sono stati rilevati 43, contro i 3 di novembre, per 85,9 milioni di euro, contro i 19,3 di novembre. Sul totale della progettazione del mese sono stati il 16% del numero e il 63% del valore.
 
Importante la presenza di Invitalia che ha pubblicato 27 gare per accordi quadro per un valore di 44.1 milioni. In tutto il 2022 i bandi per accordi quadro per servizi di progettazione sono stati 386, l’11,6% del numero totale, per 981,9 milioni, il 55,4% del valore totale. Occorre considerare che si tratta di progettazione differita, la cui spesa effettiva sarà spostata anche di qualche anno.

Nel mese di dicembre per i servizi di progettazione sono stati rilevati 267 bandi per 135,8 milioni, con incrementi del 22% in numero e del 97% in valore sul mese di novembre (rispetto a dicembre 2021 + 3,1% in numero e +38,6% in valore).
 
Come già reso noto con il Report trimestrale OICE sul Pnrr, nei dodici mesi dell’anno l’osservatorio ha censito 2.686 gare per servizi tecnici e appalti integrati per interventi a valere su risorse del PNRR e del PNC, per un importo totale dei servizi di 3.571,9 milioni, riferibili a circa 45 miliardi di lavori. I numerosi incarichi di importo al di sotto dei 139.000 euro, affidati in via diretta, sfuggono all’evidenza del mercato.

Anche il mercato di tutti i servizi di architettura e ingegneria, dopo l’ottimo risultato di dicembre, chiude un 2022 da record: nei dodici mesi le gare sono state 5.335, con un valore di 4,4 miliardi, con un calo del 10% nel numero ma un incremento del 107% nel valore sul 2021. Da notare che sono i bandi sopra soglia (+57,8% nel numero e +141,3% nel valore) a sostenere il mercato, mentre i bandi sotto soglia calano nel numero (-33%), e nel valore, (-1%). Nel solo mese di dicembre le gare sono state 493 (+32% su novembre), con un valore di 460,5 milioni (+209% su novembre). Il confronto con il mese di dicembre 2021 vede il numero crescere dell’1% e il valore dell’83%. 

I bandi per appalti integrati rilevati in tutto il 2022 sono stati 1.254, con un valore complessivo dei lavori di 32,5 miliardi d euro di lavori e con un importo di progettazione stimato in 1,4 miliardi. Rispetto al 2021, il numero cresce del 130%, il valore dei lavori cresce del 188% e quello della progettazione compresa nei bandi del 419%. 

Nel solo mese di dicembre gli appalti integrati sono stati 426, con un valore dei lavori di 11 miliardi e un valore della progettazione di 267,8 milioni.
 
“Nonostante le contraddizioni e le difficoltà per la guerra e i costi dell’energia – ha dichiarato Giorgio Lupoi, a commento dei dati dell’Osservatorio – il mercato della progettazione pubblica nel 2022 si è chiuso con un bilancio molto positivo: i grandi programmi di investimento pubblici stanno cominciando a dare risultati. Come ha dimostrato il recentissimo Report OICE sulle gare per interventi del PNRR, la domanda pubblica è indubbiamente cresciuta grazie all’ingente mole di affidamenti messi in gara, nonostante l’innalzamento della soglia per gli affidamenti diretti, oggi a 139.000 euro ha dato la spinta decisiva per la crescita del mercato”.
 
“Confidiamo – continua – che il 2023 sia l’anno di consolidamento di questo trend, anche se i rischi di un rallentamento sono dietro l’angolo se non si sistemeranno al più presto le falle del nuovo schema di codice appalti che sembra non riconoscere il ruolo centrale della progettazione e dei progettisti. Ad oggi l’assenza totale di regole per affidare gli appalti di servizi tecnici, la mancanza di riferimenti per il calcolo dei corrispettivi, l’assenza di una disciplina sulle polizze assicurative, rappresentano pesanti incognite per le stazioni appaltanti che hanno bisogno di regole cui affidarsi. Se si bloccheranno gli appalti di progettazione, a ruota si fermerà tutta la filiera delle costruzioni. Speriamo che il nostro grido di allarme sia ascoltato. Intanto ci godiamo i dati positivi del 2022 e, insieme, ci auguriamo anche che tanta domanda “potenziale” espressa negli accordi quadro affidati e sottoscritti si tramuti effettivamente in contratti attuativi ma, trattandosi di molti interventi Pnrr, sarà interesse dei soggetti attuatori procedere rapidamente. Certamente occorrerà procedere applicando correttamente le norme, rispettando la controparte privata e riconoscendo il valore equo delle prestazioni che vengono richieste e poi rese nei tempi prefissati. Un principio generale che il nuovo codice appalti riconosce e che auspichiamo le stazioni appaltanti sapranno seguire”.
 



Pubblicato su www.edilportale.com – Paola Mammarella

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