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CARTELLATE PUGLIESI “origine e preparazione del dolce natalizio Made in Puglia” – WikiPuglia

CARTELLATE PUGLIESI “origine e preparazione del dolce natalizio Made in Puglia”

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Il Natale è quel tipico periodo dell’anno in cui la famiglia si riunisce attorno ad un tavolo colmo di cibarie salate e dolci, dove le risate sovrastano qualsiasi suono ed il calore domestico diventa ancor più accogliente quando fuori cadono fiocchi di neve.

Uno dei dolci intramontabili del Natale pugliese sono le cosiddette cartellate che, con la loro friabilità donata dalla frittura e dal sapore mielato, riescono ad allietare le serate della vigilia.

 

La storia delle cartellate ha origini lontane: in una pittura rupestre del VI secolo a.C., rinvenuta vicino Bari, è rappresentata la preparazione di un dolce molto simile ad esse – probabilmente da offrire agli Dei -, di origine greca. Inoltre, si potrebbero attribuire al termine “cartellata” una doppia provenienza: dal dialetto onomatopeico “incartellare”, che significa “incartocciare”; oppure dalla parola greca “Kartallos”, la quale significa “cesto”. La loro forma, quindi, potrebbe essere collegabile alle tipiche ceste votive. Altri sostengono che la loro forma a rosellina rievochi quella delle lenzuola a fasce in cui era avvolto Gesù.

 

Ma la storia delle cartellate non termina qui. Sono stati ritrovati alcuni registri contenenti elenchi, riguardanti pasti e spese, appartenenti a delle monache benedettine di Santa Scolastica che gestivano l’Ospizio dei Pellegrini a Bari.

Le origini di questi dolci sono intrecciate nelle radici pugliesi, così come la loro preparazione.

 

A base di farina, olio e vino bianco, l’impasto deve riposare per circa trenta minuti. Dalla pasta si ottengono delle sfoglie sottili, che a loro volta vengono divise in strisce con l’utilizzo di una rotella dentellata.

Da questo passaggio in poi, spicca la manualità delle massaie, le quali riescono a formare delle conchette che diverranno fondamentali per raccogliere il miele o il vincotto; la loro forma ricorderà, come sopra citato, quella di una rosa.

Il tocco finale – dopo averle lasciate riposare una notte ricoperte con teli in cotone – è la frittura in olio bollente, seguito da una spolverata di zucchero a velo o, per i più golosi, con del cioccolato e granella di mandorle.

Per mantenere la giusta friabilità, si consiglia di non coprirle immediatamente e di non accumularne troppe l’una sull’altra.

I più attenti alla linea, potrebbero preferire cuocere le cartellate nel forno, ma si sa, il sapore della frittura è insostituibile.

Insostituibile come l’atto di condivisione di questo dolce natalizio che, fino al decennio scorso, veniva donato anche agli animali domestici.

 

Le cartellate sono divenute un simbolo della famiglia natalizia. Forse per il loro sapore casalingo, forse per il tempo di qualità trascorso insieme durante la loro preparazione.

Il sapore del Natale, in Puglia, è questo e molto di più. E se è fritto, è meglio.

 

 

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