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World Press Photo Bari 2022 “Il fotogiornalismo che emoziona” – WikiPuglia

World Press Photo Bari 2022 “Il fotogiornalismo che emoziona”

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A Bari, il fotogiornalismo non lascia spazio al timore di rappresentare la realtà, attingendo a momenti di vita che sembrano sfuggire a chi non ha il coraggio di aprire gli occhi: catastrofi ambientali; lotta per i diritti fondamentali delle persone; dolore privato; rabbia collettiva. Immagini che si contrappongono a storie di coraggio riguardanti questioni globali e vite personali, immortalate in scatti provocatori in grado di suscitare empatia.

La 65esima edizione – la nona per Bari – della mostra internazionale “World Press Photo Exhibition 2022” si tiene al Teatro Margherita, dal 29 Settembre 2022 fino al 13 Novembre 2022, organizzato da “CIME” (progetto nato nel 2006, promuove la Puglia in Italia e all’estero, attraverso l’organizzazione di eventi musicali, artistici ed enogastronomici), con il sostegno del Comune di Bari e della Regione Puglia.

Nata nel 1955 e situata ad Amsterdam, la Fondazione World Press Photo è un’organizzazione indipendente e no-profit che si contraddistingue nella tutela della libertà d’informazione, espressione ed inchiesta, promuovendo fotogiornalismo in tutto il mondo.

A differenza delle precedenti edizioni, la strategia di valutazione ha offerto un equilibrio geografico a favore di una più accentuata concentrazione su tutte le regioni del mondo: Africa, Asia, Europa, Nord e Centro America, Sud America, Sud-Est Asiatico e Oceania. La “giuria globale”, inoltre, è stata presieduta da Ernesto Benavides, Simona Ghizzoni, Tanzim Wahab, N’Goné Fall, Rena Effendi, Clare Vander Meersch e Jessica Lim.

4.066 fotografi provenienti da 130 paesi diversi partecipano a questa 65esima edizione, presentando 64.823 fotografie. Tra questi, 24 fotografi sono riusciti a distinguersi per la loro capacità di trasmettere non solo emozioni, ma una comprensione più profonda del mondo che ci circonda: Menzioni d’Onore sono state aggiunte ai fotografi che sono riusciti a mostrare, oltre alle loro abilità, particolare coraggio nel vivere e destreggiarsi in situazioni pericolose.

 

“Il coraggio dei sentimenti”

Progredendo nel percorso tracciato, ci si potrà immergere in situazioni su cui, altresì, non avremo modo di riflettere. Incontrerete Panayota Kritsiopi, un’anziana signora che assiste inerme al propagarsi di uno dei tanti incendi che hanno colpito l’isola greca Evia – la sua casa quasi lambita dalle fiamme.

Si vivranno lunghe giornate di noia in compagnia di Antonella, una ragazzina di dodici anni costretta a studiare in casa a causa della pandemia da COVID-19, e che decide di non tagliarsi i capelli – in Argentina i capelli rappresentano la forza, il coraggio, la determinazione – fino a quando non potrà tornare a scuola, dai suoi compagni. Si discuterà su quanto le fake news possano propagarsi con facilità grazie a software grafici in grado di ricreare fedelmente false immagini.

Notiamo subito un’utile novità audio-visiva: attraverso il semplice utilizzo di un QRcode, si potrà accedere ad un podcast contenente un approfondimento audio riguardante le fotografie più importanti: impostando la lingua desiderata, si potrà scegliere di ascoltare il racconto della fotografia in questione.

 

“Il dolore dietro l’obiettivo”

Ampio spazio alla fotografia vincitrice di Amber Bracken, per il New York Times: croci sul ciglio della strada vestite in abiti rossi per commemorare i bambini morti nella Scuola residenziale per nativi di Kamloops.

Questa edizione del World Press Photo si pone come obiettivo il saper guardare oltre i nostri occhi, oltre i soliti schemi, con la consapevolezza di ammirare non solo delle opere d’arte, ma attimi di vita reali – lontano da noi – nella loro realtà, senza inutili fronzoli; per lasciare quella consapevolezza, un piccolo seme nelle nostre menti, che possa aiutare a comprendere, ma soprattutto, amare e guarire il mondo che ci circonda.

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